Una cosa difficile

è accettare il fatto che quello che conquistiamo non è per sempre. Ho come la sensazione che non ci si possa crogiolare di quello che si è ottenuto. Che sia necessario bruciare le vecchie foto e liberarsi dei ricordi. Non c’è tempo per ricordare, per indugiare. Ciò che si è creduto eterno, ottenuto ad imperituro godimento già sfiorisce. E inizio a credere che sia necessario continuare a trovare la voglia di lottare ogni giorno. Di dimenticare quello che si è raggiunto. Amici, amori, soddisfazioni professionali ed ogni altro traguardo. Non conta ciò che è stato. Non si può accumulare, metter via per i tempi bui. E’ un pò come quella poesia di Kipling

se tu puoi fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarle ad un colpo di testa e croce
e perdere e ricominciare da capo
e mai dire una parola di quanto hai pensato;

Insomma quello che garantisce la tua fortuna e che non ti può essere strappata è solo la tua forza, la tua voglia. Il resto è già sfiorito.

Per il resto oggi mi sono alzato con l’idea di andare a finire di pitturare. Ieri sera ho telefonato all’obi delle Gru dove dovevo recuperare un’altra latta di vernice per finire il lavoro, il colorante gli era arrivato e potevo passare. Stamattina però la macchina che miscela vernice e colorante non poteva fare l’arancione, il colore che mi serviva. Ok. Manteniamo la calma. Passo in corso francia dove ricordo esserci due grossi colorifici ma loro non hanno la marca che mi serva (avendo già iniziato a pitturare non posso proseguire con una vernice di marca diversa). Torno a casa a Buttigliera, telefono al produttore della vernice e mi faccio dare una lista dei rivenditori. Dopo un pò di telefonate a Beinasco mi dicono che hanno quello che mi serve. Parto accompagnato dal mio scarso senso dell’orientamento e dopo un pò di giri ci arrivo. La macchina miscelatrice funziona alla perfezione e hanno il colorante. Pare che però manchi la base di vernice che mi serve. La mia calma zen si irradia fino a coprire l’intera provincia. Torno nuovamente a casa, telefono a Venaria ma nessuno risponde, panino, attesa di mezz’ora. Riprovo. Rispondono. E immediatamente riagganciano. Va bene, vorrà dire che andrò di persona a controllare, in fondo ho voglia di farmi un giro. Arrivo al bricocenter dopo qualche girovagamento. Ottimo hanno la base. Ma. Hanno finito il colorante, solo il giallo, quello che mi serve. Allora telefono a Beinasco e si mettono d’accordo, facendo uno strappo alla regola mi vendono la base a Venaria e potrò farmi preparare la vernice a Beinasco. Quindi giro a Beinasco e ritorno a casa. Totale, circa 7 ore e mezza e più di 180 chilometri percorsi ma ho la mia vernice. Certo non capisco come mai sia costata solo 26 euro contro i 37 che chiedevano da obi ma è quella giusta. Deve essere quella giusta.

E quindi domani si pittura.

Avrei voluto organizzare una gita in treno in questi giorni ma stiamo tutti studiando per gli esami.Che triste, l’estate sta finendo, un anno se ne va… sto diventanto grande, lo sai che non mi va…

Un saluto, nell’attesa di avere il mio portatile a posto e poter scrivere più spesso (e nell’attesa di eccitant sviluppi che rendano il mio esistere più interessante e forniscano materiale su cui scrivere)

E poi forse

A volte vorrei fingermi polvere e abbandonarmi al vento, senza coscienza, senza memoria. Abbandonare i sogni ed i progetti, gli esami, le pareti da verniciare, il portatile che fa le bizze. Smettere di desiderare e soprattutto di attendere. Non avere più nulla da aspettare, nulla per cui preoccuparsi, semplicemente volare tanto leggero da non avere coscienza di me, come abbandonarsi in un immenso oceano bollente e continuare a sprofondare, senza fine, senza inizio. E poi dimenticherei anche me stesso, la mia volontà, ciò che pretendo da me.
Qui alla fine dell’estate, l’ennesima di questa stupida ruota che ad ogni giro ci ha tolto qualcosa, che ci fa più vecchi. L’infinito gioco al massacro, l’unico modo per non perdere è ritirarsi.

Distrazioni

Lo studio, il lavoro. Le rate della macchina nuova e l’appuntamento dal dentista.
Distrazioni, semplici diversivi pensati per distrarti dalla vita, dalla sua solitudine.
Un grande inganno tessuto con la nostra complicità. Perchè non abbiamo alcun desiderio di essere consapevoli, di stare in piedi a sfidare la tempesta. A volte vorrei coltivare l’illusione che, a furia di aspettare, andrà tutto bene, tutto si incastrerà alla perfezione. La ruota girerà. Ma io odio aspettare. Qualcosa cambia, il tempo passa e mi ritrovo a sognare meno forte, a smettere prima di arrivare a sanguinare, eppure, che nostalgia per quel dolore… tornare a soffrire… qualcuno ha visto le mie lamette?

Sono andato in vacanza

E voi direte: "qual’è la novità?". La novità c’è perchè si tratta della prima volta che vado davvero in vacanza. Di solito interpretavo lo spostamento fisico ad altro loco come una sfida, un periodo in cui far venire a galla altre parti di me. Scrivere, riflettere. Mutare. L’arte dell’auto-evoluzione. Ebbene si mentre gli altri si dilettavano con le solite quisquillie che caratterizzano le vacanze marittime io mi perdevo dietro alle baggianata sovraesposte. Ed invece eccomi qui a rilassarmi in quel di Salou, riuscire a sopportare la spiaggia, giocare interminabili partite di beach volley, sbevazzare, imparare a giocare a briscola, sbevazzare ancora, andare a ballare e altro ancora. Insomma non sono i dettagli che contano ma lo sconvolgente quadro d’insieme che mi proiettava verso la normalità (la guarigione?).
 
E sono riuscito anche a non dannarmi l’anima per il mio povero portatile, ormai morto. Ora si rinizia. Qualche lavoro a casa (riverniciatura e stesura moquette tanto per cominiciare), la speranza che un nuovo alimentatore ad alto amperaggio riporti in vita il suddetto povero portatile. E la voglia di ricominiciare, proseguire. Insomma pronto a crescere. Che tanto poi a tornare indietro, ad essere lo scapestrato guascone di sempre, faccio sempre a tempo. In fondo anche crescere può essere solo l’ennesimo gioco…

Pronti via

Lasciami andare.
Lasciami crepare.
Lasciami sbagliare nel modo esatto che piace a me.
Lascia che mi dimentichi degli anni e delle esperienze, positive e negative, lascia che torni a non averne.
Dammi una cassa di birra ed un pacchetto di sigarette che il resto vado a prendermelo.
 
La strada per tornare alla vita si è rivelata lunga ma passa anche da questa sera.
 
Saluti, io parto