Una cosa difficile

è accettare il fatto che quello che conquistiamo non è per sempre. Ho come la sensazione che non ci si possa crogiolare di quello che si è ottenuto. Che sia necessario bruciare le vecchie foto e liberarsi dei ricordi. Non c’è tempo per ricordare, per indugiare. Ciò che si è creduto eterno, ottenuto ad imperituro godimento già sfiorisce. E inizio a credere che sia necessario continuare a trovare la voglia di lottare ogni giorno. Di dimenticare quello che si è raggiunto. Amici, amori, soddisfazioni professionali ed ogni altro traguardo. Non conta ciò che è stato. Non si può accumulare, metter via per i tempi bui. E’ un pò come quella poesia di Kipling se tu puoi fare un fascio di tutte le tue fortune e giocarle ad un colpo di testa e croce e perdere e...

E poi forse

A volte vorrei fingermi polvere e abbandonarmi al vento, senza coscienza, senza memoria. Abbandonare i sogni ed i progetti, gli esami, le pareti da verniciare, il portatile che fa le bizze. Smettere di desiderare e soprattutto di attendere. Non avere più nulla da aspettare, nulla per cui preoccuparsi, semplicemente volare tanto leggero da non avere coscienza di me, come abbandonarsi in un immenso oceano bollente e continuare a sprofondare, senza fine, senza inizio. E poi dimenticherei anche me stesso, la mia volontà, ciò che pretendo da me.Qui alla fine dell’estate, l’ennesima di questa stupida ruota che ad ogni giro ci ha tolto qualcosa, che ci fa più vecchi. L’infinito gioco al massacro, l’unico modo per non perdere è...

Distrazioni

Lo studio, il lavoro. Le rate della macchina nuova e l’appuntamento dal dentista.Distrazioni, semplici diversivi pensati per distrarti dalla vita, dalla sua solitudine.Un grande inganno tessuto con la nostra complicità. Perchè non abbiamo alcun desiderio di essere consapevoli, di stare in piedi a sfidare la tempesta. A volte vorrei coltivare l’illusione che, a furia di aspettare, andrà tutto bene, tutto si incastrerà alla perfezione. La ruota girerà. Ma io odio aspettare. Qualcosa cambia, il tempo passa e mi ritrovo a sognare meno forte, a smettere prima di arrivare a sanguinare, eppure, che nostalgia per quel dolore… tornare a soffrire… qualcuno ha visto le mie lamette?

Comunicazione di carattere sociale

Scartavetrare fa schifo. Dico sul serio.

Sono andato in vacanza

E voi direte: "qual’è la novità?". La novità c’è perchè si tratta della prima volta che vado davvero in vacanza. Di solito interpretavo lo spostamento fisico ad altro loco come una sfida, un periodo in cui far venire a galla altre parti di me. Scrivere, riflettere. Mutare. L’arte dell’auto-evoluzione. Ebbene si mentre gli altri si dilettavano con le solite quisquillie che caratterizzano le vacanze marittime io mi perdevo dietro alle baggianata sovraesposte. Ed invece eccomi qui a rilassarmi in quel di Salou, riuscire a sopportare la spiaggia, giocare interminabili partite di beach volley, sbevazzare, imparare a giocare a briscola, sbevazzare ancora, andare a ballare e altro ancora. Insomma non sono i dettagli che contano ma lo...

Pronti via

Lasciami andare. Lasciami crepare. Lasciami sbagliare nel modo esatto che piace a me. Lascia che mi dimentichi degli anni e delle esperienze, positive e negative, lascia che torni a non averne. Dammi una cassa di birra ed un pacchetto di sigarette che il resto vado a prendermelo.   La strada per tornare alla vita si è rivelata lunga ma passa anche da questa sera.   Saluti, io parto