Risuscito

Birra, un paio di compagni di avventura. Vagare per la città, inseguire un briciolo di vita. La fame è tanta e l’alcol pure. Insomma quel che ci vuole, no? Si conosce gente, più o meno normale, più o meno sebastianizzabile e le ore scivolano via, liete. E c’è anche la notizia che potrebbero pubblicare il libro di Drakken, incontro al salone del libro con gli editori, e intanto già lavora sul secondo… una boccata d’aria, ci voleva…

meno?

E dunque eccoci qui, amici e amiche.

Pare che scriva meno ma così non è; scrivere scrivo, solo che si tratta di programmi, dapprima un risulutore "logico" di sudoku e poi
un proto-compilatore. Non che possa interessare l’aspetto tecnico ma era un pò che non mi dilettavo
nella programmazione. Per il resto si studia "dispositivi e tecnologie elettroniche". E poi domani una bella serata
con un amico che non vedo da eoni, il buon Luca.

Alla fine va bene così, no?
Nell’attesa della prossima allegra bevuta, della prossima decisione insensata, della prossima
volta che pronuncerò le fatidiche parole "massì, chi se ne frega"

… ECTSTATIC CONVERSATIONS …


Guess the black thoughts have come Again to get me

Pare che io non scrivo da qualche tempo… sapete in questi giorni pensavo, ancora una volta, alla difficoltà di comunicare appieno il proprio sentire, alla difficoltà di entrare in sintonia, avere piena comprensione. Ingegneristicamente parlando tale problema può risiedere in colui che tramsette l’informazione il quale può non essere in grado di dare una forma comprensibile a ciò che vuole trasmettere. Le difficoltà potrebbero avere origine da un difetto dell’ascoltatore, incapace di sintonizzarsi sulla corretta lunghezza d’onda o incapace di decifrare l’informazione. Potrebbe essere un problema del canale trasmissivo cioè potrebbero essere i nostri mezzi espressivi, parola in primis, ad essere inadatti allo scopo. Certo ci sono anche altre ipotesi, ad esempio si potrebbe trattare di un problema di concordare su un codice di comunicazione comune. E poi c’è l’ipotesi lasciata per ultima. Magari è solo che poi in fondo in fondo quello che penso di avere dentro così importante o così profondo o così personale e diverso dagli altri non esiste o non è così straordinario. Forse è solo che manca il contenuto. Chissà. Chissà se si può pensare davvero di essere capiti.

La storia che è ancora da scriversi III

IT’S A LONG WAY TO THE TOP IF YOU WANNA ROCK N’ ROLL

Ecco il Mantra adatto a questo viaggio. E poi sapete che c’è? Ho scoperto che in effetti a ben pensarci io non so proprio che voglio fare di questa mia vita. Ma è fantastico! FInora non me ne ero reso neanche conto! Altro che dubbi esistenziali. E forse io voglio solo essere un coglione, essere solo e fottutamente me stesso. C’è una frase che ha accompagnato il mio crescere, "chi se ne frega". Ma si, che la vita è un gioco, vediamo come viene (il lato oscuro di questo pensiero è il pericolo apatia ma… vedremo in un altro post).

La storia che è ancora da scriversi II

La stanchezza apre la porta alla banalità e così ecco il primo pezzo di colonna sonora di questa nuova storia


When I find out all the reasons
Maybe I’ll find another way
Find another day
With all the changing seasons of my life
Maybe I’ll get it right next time
An now that you’ve been broken down
Got your head out of the clouds
You’re back down on the ground
And you don’t talk so loud
An you don’t walk so proud
Any more, and what for

Well I jumped into the river too many times
to make it home
I’m out here on my own, an drifting all alone
If it doesn’t show give it time
To read between the lines
‘Cause I see the storm getting closer
And the waves they get so high
Seems everything We’ve ever known’s here
Why must it drift away and die

chi mi sa dire la fonte di questo testo?


La storia che è ancora da scriversi I

I primi di Giugno sono sempre stati un periodo particolare. La fine della scuola, l’inizio dell’avventura che separa i mesi passati fra i banchi. Ed è in giugno che tutto cambiò, che tutto cambierà. Ancora una volta era giunto il momento di abbandonare la propria casa. Le luci si sono spente tanto tempo fa ed ora anche l’eco dei rimpianti. E’ tempo per nuove avventure. E’ sempre tempo per nuove avventure. E così ci si gode quest’ultimo attimo di riposo. Si sentono le voci tutt’attorno, voci di un mondo che non m’appartiene più, voci che conosco e che porterò con me. Fra i tanti ricordi sepolti fra le mie bisacce. Perchè in fondo chi sono in realtà, chi l’ha mai capito? Un nitrito proviene dalle stalle, e’ tempo di indossare il cappello, volgere lo sguardo all’orizzonte da sotto la tesa. E poi chissà, vediamo dove finisce quest’orizzonte, non siete curiosi? Io si. E’ questo il mio male.