Grazie

Sapete questo palazzo è un pò più vuoto. Molto di più dal mio punto di vista. La mia vicina, una splendida signora che ho sempre visto sorridere, anche quando parlava di qualcosa di triste, non c’è più. Una volta mi stavo scusando per il baccano che faccio e lei mi disse che in fondo sentire che c’è qualcuno dall’altra parte fa compagnia. Era così anche per me. Vivevamo soli, accanto. E lei sola c’è morta ed io da questo lato del muro rimango a poter fare tutto il baccano che voglio. Ma… avreste dovuto conoscerla. Una grande persona. Aveva sempre un sorriso… Grazie signora Renata

Quo vadis I

Da uno spunto reale all’insensataggine. Ormai è un morbo. Oggi sono tornato a perdermi, sapete? E ho camminato, ho incrociato vie che non conoscevo. Sono finito in un parco a consumare porcherie e valanghe di bibite ultra-gassate (no, oggi niente alcol). Guardare la gente e le scritte. "Come ai vecchi tempi dici?" "No, non voglio continuare a stordirvi con le solite storie sui vecchi tempi. E’ solo che, ho visto un barlume sai? Ho visto la gente passeggiare con i cani ed anche le scritte, fatte con la vernice rossa. Se fossi passato e mi avessi visto. In un parco, con la mie patatine avresti detto, cazzo, questo è vivo, respira. Avresti avuto almeno il dubbio" "E questo è molto?" "E’ più di quello che ho avuto...

E poi

Oggi sono andato sul piccolo balcone di camera mia, ho capito che non c’è ghiaccio che mi incateni qua dentro. Poi mi sono voltato alla mia sinistra, verso l’appartamento della mia vicina. Speriamo che vada tutto bene… non ho ancora capito che sia successo. Poi mi sono girato alla mia destra e c’era un vecchio che come me si godeva l’aria e guardava fuori. Era abbastanza lontano, di sicuro vive nell’altra scala del palazzo. Quasi quasi gli offrirei una birra. Ok, alcune cose sono molto oscure e nel complesso non c’è nulla di sensato ma voi davvero vi aspettavate qualcosa di diverso? Prima o poi vi devo parlare del libro di Paolo. Fantastico.

E’ evidente!

Ieri ho fatto le pulizie ed oggi sto male. Ecco. Mai più.

Ore lente

A me non dispiace scrivere. Cerco di farlo. Esercizio, ce ne vorrebbe tanto. Bè se mi lasciate qualche commento dicendo dove le cose sono meno comprensibili o più ributtanti potrebbe essere utile. Sabato mattina. Ore lente, ore rubate al normale procedere della vita, messe in un angolino, dove parole come "produttività" non hanno senso, dove "starsene con le mani in mano" è motivo d’orgoglio. Sono ore lente, tutto sembra prendersela comoda, rallentare, in questo tempo che non ha coscienza di un contesto più grande, di essere parte di un tutto che ignora (ed è ricambiato in queste mattine di vuoto). E’ in questo genere di momenti che… ti tuffi in uno dei tuoi passati. Sperando di trovare cosa, poi? Osservare sè stessi, potersi...

Chiacchere notturne (e il Teorema del televisore)

Qui parlo principalmente del gruppo di amici con cui esco la sera, una sorta di lettera aperta o sussurri notturni, come preferite… Forse è solo che è tardi e le mie parole sono dovute alla stanchezza, forse è solo che sono qua con la mia tazza grande, la mia mug, colma di un tè… bè mi conoscete, colma di un tè ultra-scadente. Il mio umore cambia spesso, però da diverso tempo a questa parte c’è un motivo in meno per i miei malumori pseudo-occasionali. Negli ultimi mesi mi sono accorto che sono sempre più soddisfatto di me. Mi accetto. Sono convinto delle scelte che ho fatto e di quello che sono diventato, sono in pace con me stesso. A nutrire i miei cattivi pensieri invece è il come mi sento in questo gruppo. Non so se sia un equilibrio rottosi...

Cambiamenti II

In un certo senso prosegue "Cambiamenti", intervento di Dicembre. Non c’è realtà, non c’è concretezza. Insomma non ci sono gli aspetti vagamente decenti di quell’intervento. Ci sono solo… bè in effetti non c’è nulla. Però, sapete, bisogna pur scrivere, no? Io rifiuto di ascoltare lo sguardo della gente, non riflette la mia realtà. Cosa possono scorgere? Cosa capire, vittime delle proprie esistenze. Del proprio rifiutare di scegliere. La paura della solitudine, forse quella li ha trattenuti. Od un camino acceso. Una compagna nel letto, aspettando che il tempo la sfiguri, senza rispetto come fosse una puttana di nessun conto. Non si fanno differenze, nessuno ricorda quello che hai provato. Il calore del tuo sangue svanisce...

Rock n’ roll a Pogliola (Mondovì)

Grandi. Grandi i miei compagni di viaggio. Grande il gruppo. Questa volta i soliti Bloodyguns addicted (io & kasta) lavorano per far immergere qualcun’altro nell’Onda rock fortemente anomala che si sta per abbattere sul nostro venerdì sera. Nico purtroppo ha un impegno, uno dei pochi per cui si potrebbe saltare quest’esperienza; contiamo su di lui per la prossima volta. La sorpresa è il buon vecchio Claudio (o Mitch, o Asso o qualsiasi altro soprannome affibiatogli e poi mai utilizzato). La strategia è la solita: fare scorta d’alcol e buttarsi per le statali al fine di allungare l’emozione del viaggio e diminuire il numero di banconote che abbandonano i nostri portafogli. Seguendo le indicazioni di viamichelin ci vorrebbe...

Evoluzioni temporali feliciosamente impreviste

Oggi ho guardo un film, "Ricordati di me", di Muccino. Non pensate che io sia un appassionato di questo autore o di questo genere di registi. Per "questo genere di registi" intendo quelli che io classifico come "intelletualoidi", così convinti di essere speciali e così simili fra di loro. Ma non è questo il punto. Uno dei film di questa serie lo avevo visto anni fa. Un mio amico, Claudio, diceva che assomigliavo al protagonista. Ma lui all’epoca assomigliava a Kurt Cobain per farvi capire quanto tempo è passato. E allora mi ci ritrovavo di più in quei personaggi, così spaventosamente insicuri. Forse mi ci ritrovavo anche perchè la preoccupazione maggiore del protagonista era… ecco… insomma… l’abbiamo un...

Ebbene si!

…miseriaccia